Su di me
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Gianluca Cillo
Projection Artist & Creative Technologist
Accendo luoghi. Prima ascolto cosa hanno da dire, poi lo scrivo con la luce.
Ogni luogo ha una storia: la sua costruzione, le persone che ci sono passate, quello che ci si fa dentro adesso. Il mio lavoro comincia da lì. Ascolto quella storia e capisco cosa vuole dire davvero chi me lo affida, prima ancora di scegliere un'immagine. Un luogo però non è necessariamente un monumento. Una sala bianca, una vetrina, un capannone: lì non c'è un passato da ascoltare, e il racconto lo portano le persone che ci entreranno e la voce di chi vuole comunicare qualcosa attraverso quegli spazi. Il lavoro resta lo stesso: costruire qualcosa che duri per il tempo in cui i proiettori restano accesi. Poi riscrivo quella storia con la luce. Quello che resta alle persone non è un bel video su un muro, è la sensazione di aver visto un posto che parlava. Ho imparato questo mestiere quando era una cosa underground, e le installazioni si costruivano con il tulle e il polistirolo recuperato. Da allora è cambiato tutto, tranne una cosa: quello che fa la differenza non è mai stata la potenza dei mezzi, ma la visione e il metodo.